Come si fa la Farina di Mulino Caputo

15 luglio 2019

La farina è di per sé un viaggio nella storia e nella cultura del nostro popolo.

Ecco quindi un piccolo vademecum, che ci spiega il lavoro di un mulino, ovvero il lavoro di cerniera tra il campo e la tavola.

Ogni giorno sembra quasi scontato prendere dalla dispensa un sacco di farina e realizzare pizze, pane, dolci o piatti prelibati. Ma dietro la farina ci sono migliaia di anni di storia e tanto lavoro. Ecco come si fa la farina di Mulino Caputo.

La farina è di per sé un viaggio nella storia e nella cultura del nostro popolo. Un viaggio complesso che trasforma un chicco di grano nella base della cucina italiana e napoletana in particolare.

Ecco quindi un piccolo vademecum, che si spiega il lavoro di un mulino ovvero il lavoro di cerniera tra il campo e la tavola.

Ma andiamo di passaggio in passaggio...


Direttamente dopo la raccolta il grano arriva al mulino e attraverso dei trasportatori sotterranei viene sottoposto al
Processo di pre- pulitura. Questo è il primo passaggio della lavorazione della farina che serve ad eliminare le grandi impurità che vengono dal contatto diretto col terreno.


Arriva così alle celle di stoccaggio dove viene suddiviso a seconda della sua qualità o della sua provenienza..
Si stabilisce poi il mix di grani per la preparazione che si vuole ottenere e comincia la vera e propria lavorazione della farina con un processo di Prima Pulitura.


Durante la Prima Pulitura avviene un’altra sgrossatura dalle impurità. Il processo sarà completato attraverso le fasi di setacciatura e aspirazione per eliminare le polveri sottili e meno sottili che di solito si depositano sul grano.

Dopo un nuovo stoccaggio in silos, il grano verrà poi prelevato per la seconda pulitura
La seconda pulitura comprende un processo di strofinazione che elimina la pellicola esterna del chicco spesso sottoposta all’inquinamento atmosferico.


Da qui comincia il processo vero e proprio di macinazione che comprende anche quello di separazione.
La macinazione avviene attraverso i laminatoi che contengono i più noti cilindri a rulli, in cui il grano viene semplicemente schiacciato meccanicamente.



Il secondo passaggio della lavorazione della farina avviene attraverso i buratti che svolgono la funzione di enormi setacci. I buratti separano la crusca dalle parti sottili : le semole.


Le parti cruscali andranno ad un secondo passaggio di macinazione, le semole verranno sottoposte al lavoro delle semolatrici per essere ulteriormente depurate dalla crusca.


Solo le semole attraverso ulteriori passaggi di macinazione che le ridurranno via via di granulometria, potranno diventare farine .
Le farine vengono stoccate nei silos per poi essere insaccate e arrivare nelle dispense dei nostri artigiani.


Schiacciamento, setacciatura , pulizia : da questo breve viaggio nella lavorazione delle farine è semplice capire che il lavoro di un mulino è assolutamente naturale e di tipo esclusivamente meccanico. Nessun agente chimico entra nei singoli passaggi di lavorazione. La farina cioè nutre e sfama i popoli da millenni in maniera del tutto semplice e sana anche nell’era delle mille sofisticazioni. Il lavoro dei mulini è solo quello di mettere la tecnologia al servizio dei controlli di qualità!