La “Pizzeria”: il trampolino di lancio per il futuro dell'arte bianca napoletana

20 agosto 2017

Qual è il futuro della pizza napoletana? A queste domande ha tentato di rispondere LSDM – Le strade della mozzarella: il congresso internazionale di cucina d’autore, con il convegno “Pizza Napoletana: un modello replicabile?”

Qual è il futuro della pizza napoletana? In un mondo sempre più globalizzato, è possibile pensare all'eccellenza come ponte tra qualità e quantità nel mondo della ristorazione? A queste domande ha tentato di rispondere LSDM – Le strade della mozzarella: il congresso internazionale di cucina d’autore, con il convegno “Pizza Napoletana: un modello replicabile?” che ieri si è tenuto nella Sala Blu del Savoy Beach Hotel. Sul piatto: artigianalità, tecnica, materie prime d'eccellenza e, sopratutto, un nuovo concetto di pizzeria.

Si moltiplicano nel mondo i casi di pizzaioli che fanno fortuna fuori dai confini di Napoli e di brand internazionali che hanno come core business, proprio l'arte bianca partenopea. Questo è il caso delle 3 storie raccolte da Luciano Pignataro, giornalista de Il Mattino, durante il convegno proposto nella prima giornata di LSDM.
Franco Manna di Rossopomodoro, Francesco Salvo della Pizzeria Salvo a San Giorgio e Ciro Cristiano di Big Mamma, hanno declinato 3 casi di successo per fare il punto sul futuro dell'imprenditoria del disco di pasta.


«Sono due le direttrici a cui deve guardare il business della pizza napoletana: artigianalità e materie prime- spiega Franco Manna forte dell'esperienza dei 150 punti vendita di Rossopomodoro, dislocati in ben 10 paesi- Non si può parlare di pizza senza raccontare le mani che la lavorano, perché l'impasto alla napoletana è un prodotto unico e mai uguale a sé stesso. Allo stesso tempo, l'eccellenza delle materie prime è fondamentale per l'immagine delle pizzerie partenopee all'estero». Morale della favola: qualità e quantità in pizzeria sono coniugabili rispettando sempre le leggi del “Fatto a mano”.

5 ristoranti sparsi in tutta Parigi in cui si respira ormai la stessa aria di via Tribunali: questa è la storia di successo di Big Mamma, in una città come la capitale della Francia, da sempre diffidente verso gli esotismi gastronomici. Il segreto di questo modello di successo? «La riconoscibilità e i sapori unici dei nostri prodotti campani – racconta Ciro Cristiano di Big Mamma- Far asaggiare ai clienti d'Oltralpe l'eccellenza dei nostri sapori campani, ha reso riconoscibile e irrinunciabile il rito del farsi una pizza anche all'estero».

Ma non basta. Accoglienza,servizio, gastronomia a 360°: in un mondo iper-conesso la pizzeria non può restare un'isola. E' questa l'idea di Francesco Salvo, che vede nell'evoluzione del concetto di ristorazione il futuro della pizza napoletana. «Un po' come una squadra dove tutti i giocatori lottano insieme per arrivare al goal».

E noi di Mulino Caputo cosa ne pensiamo? Basta guardare l'ammiraglia tra i nostri prodotti: il suo nome è Pizzeria!