Mulino Caputo svela i retroscena del #pizzaunesco Contest

15 dicembre 2017

E quando l’arte dei pizzaioli napoletani diventerà patrimonio immateriale dell’umanità, chi ne sarà il re? È questa la domanda che c’è dietro il #pizzaunesco contest. La conferenza stampa sulla gara che si è tenuta alla Camera di Commercio di Napoli, ha svelato molti retroscena curiosi. Qui ve ne raccontiamo qualcuno

E quando l’arte dei pizzaioli napoletani diventerà patrimonio immateriale dell’umanità, chi ne sarà il re? E’ questa la domanda che c’è dietro il #pizzaunesco contest, la competizione a colpi di ricette nata dalla collaborazione tra la petizione #pizzaunesco, MySocialRecipe e Mulino Caputo. Il 14 novembre si saprà la risposta. Intanto la conferenza stampa sulla gara che si è tenuta alla Camera di Commercio di Napoli, ha svelato molti retroscena curiosi. Qui ve ne raccontiamo qualcuno

230 pizzaioli, 24 paesi in gara oltre 370 ricette da tutti i continenti: queste le proporzioni di #pizzaunesco contest, il torneo a colpi di ingredienti d’eccellenza che sta trasformando i procedimenti di preparazione in una vera e propria dialettica tra tutti i pizzaioli del mondo.
#PizzaUnesco contest è la gara che nasce per sostenere la Petizione #PizzaUnesco, aperta dalla Fondazione Univerde per caldeggiare la candidatura dell’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani a Patrimonio Immateriale dell’Umanità.


Ce la farà l’arte dei nostri maestri partenopei a diventare uno dei tesori protetti dall’Unesco? Lo scopriremo a dicembre a Seul, ma intanto il clima intorno all’argomento si è fatto rovente dato il numero impressionante di ricette giunte da ogni parte del pianeta e questo è già un primo dato interessante venuto fuori dal #PizzaUnesco Contest. La pizza nel 2017 è ancora un argomento che coinvolge e su cui ci si confronta come una partita di pallone!


Meglio stupire con un ingrediente recuperato dalle antiche tradizioni contadine o con abbinamenti fuori dal comune? Rispettano di più la tradizione gli italiani, o i maestri pizzaioli che lavorano fuori dal vecchio continente?


Per Ernesto Vizzari de L’espresso, presidente della Giuria del Pizza Unesco Contest, la gara ha fatto emergere una volontà dei pizzaioli italiani di sperimentarsi nella parte creativa della loro arte, mentre l’attenzione ai dogmi della tradizione è stata mantenuta più alta nelle ricette pervenute dall’estero. Questo a tutta dimostrazione della vivacità di un mondo in continua evoluzione.
Altra rivoluzione che il contest ha segnalato è l’elevato numero delle partecipazioni femminili, nonché l’attenzione alle regole del web. Quello della pizza insomma è un microcosmo che sa coniugare tradizioni antiche e cambiamenti della modernità.


Grandissima attenzione agli ingredienti e in particolare ai blend di farine negli impasti e alle produzioni residuali come sottolinea Giuseppe Orefice di Slow food: «La ricerca in fatto di arte bianca è molto importante per l’economia del nostro paese perché consente di far uscire tanti prodotti di nicchia dalla logica della tutela della biodiversità, per lanciarli sul mercato».


Non resta che attendere il 14 novembre quando tutte le operazioni di scrutinio saranno completate e con una grande festa a Palazzo Caracciolo si deciderà quale ricetta potrà rappresentare quest’anno l’arte dei pizzaiuoli napoletani, si spera presto patrimonio immateriale dell’umanità. L’eccellenza di Mulino Caputo farà da cornice a tutto l’evento.