Mulino Caputo svela tutte le bontà di Festa a Vico

22 luglio 2017

Esiste veramente un filo che collega la bontà nel piatto a quella del cuore? Lo abbiamo chiesto ad alcuni interpreti dell'eccellenza di Mulino Caputo presenti tra le stradine di Vico Equense.

Quante sfumature ha la bontà? È quello che abbiamo chiesto ad alcuni maestri del gusto presenti nella Repubblica del Cibo, la prima serata di Festa a Vico, la kermesse benefica, ideata dallo chef Gennaro Esposito che raccoglierà fondi e sorrisi per i progetti di 5 onlus italiane fino a domani coinvolgendo chef e golosi da tutta Italia

Un microscopio operatorio per il reparto di pediatria del Santobono Pausillipon, un ambulatorio permanente in Costiera Amalfitana per la prevenzione del tumore al seno targato Alts, la creazione di campi scuola per ragazzi con patologie croniche intestinali proposto dall'associazione Noi con Voi per le Mici e l'inaugurazione di stazioni mobili, una per la prevenzione dei disturbi alimentari (a cura dell'associazione Never give Up) e una per quella dei tumori alla prostata (a cura della Fondazione Pro Onlus): questi i progetti che Festa a Vico 2017 sosterrà a colpi di assaggi di prelibatezze firmate dai big della cucina campana e italiana entro domani sera.

Ma esiste veramente questo filo rosso che collega la bontà nel piatto a quella del cuore?
Lo abbiamo chiesto ad alcuni interpreti dell'eccellenza di Mulino Caputo presenti tra le stradine di Vico Equense.

«Non si tratta solo di bontà: quello che collega tante iniziative benefiche (come quelle sostenute da Festa a Vico) al cibo d'eccellenza è il concetto di salute - esordisce Franco Pepe di Pepe in grani - Il cibo è ricerca e benessere e il compito dei pizzaioli è quello di contribuire ad una sana alimentazione, a partire proprio dalla scelta di materie prime che interpretino al meglio la nostra filosofia di impasto. Guardo quindi con ottimismo alla svolta in senso biologico di Mulino Caputo e all'attenzione sempre crescente verso metodologie di coltivazione più naturali e sane». Per Festa a Vico Franco Pepe ha messo in campo la sua scarpetta, ricetta a metà tra pizzeria e alta cucina realizzata a 4 mani con lo chef Nino di Costanzo. 2 formaggi a caldo (mozzarella di bufala e Grana Padano Dop stagionato 12 mesi)a contrasto con ingredienti freddi come la composta di pomodori, condita con scaglie di grana 24 mesi e basilico liofilizzato.

«L'unione fa la forza» è la conclusione di Salvatore Salvo della Pizzeria I Salvo che insieme a tanti pizzaioli napoletani sotto l'insegna di One Pizza è già attivamente impegnato per la creazione di iniziative a scopo benefico. Nelle mani dei fratelli Salvo le nostre farine Pizzeria e Special, ingredienti base per le antiche ricette di pizza al pomodoro e cosacca, si sono trasformate in supereroi al servizio del bene.

«Il cibo è un grande strumento di benessere, sia perché può trasformarsi in una grande attrattiva benefica come Festa a Vico, sia perché è appagamento dei sensi e grande spinta per la crescita occupazionale»: queste le parole di Alessandro Condurro dell' Antica Pizzeria Da Michele che anche a Festa a Vico ha portato i suoi classici: la Margherita e la Marinara più cult del centro storico di Napoli.

Per Aniello di Caprio patron della Scuola Dolce e Salato e della Pasticceria Lombardi è la semplicità il trait d'union tra il cuore e il gusto. «Dare è un gesto semplice- conclude Di Caprio – Allo stesso modo per raggiungere l'eccellenza non occorre strafare, ma mettere insieme gli ingredienti giusti come l'integrale Caputo per il mio lievitato ai frutti di bosco con glassa allo yogurt».

«Il rapporto fra cibo e bontà è biunivoco – ci racconta Salvatore Gabbiano della Pasticceria Gabbiano - non solo perché il benessere di un assaggio gustoso predispone alla generosità, ma anche perché gli eventi benefici come Festa a Vico avvicinano tante persone all'alta cucina, portando la gastronomia d'eccellenza fuori dal templi del gusto».

Per Ciro Salvo di 50 kalò è la passione che rende il cibo buono in ogni senso: la passione di chef e pizzaioli per la ricerca dell'eccellenza e quella di tanti golosi di vita, che si esprime in assaggi e sostegno.
La stessa energia l'abbiamo ritrovata nella specialità di 50 Kalò: la pizza con crema di broccoli aprilatici di Paternopoli, mozzarella di bufala, salsiccia di maiale nero casertano e cacioricotta di bufala a base di Pizza a metro Caputo.

«È la costanza, invece che lega l'eccellenza nel piatto e la bontà del dare. Senza continuità non si raggiunge nessun risultato, sia in cucina che nei progetti benefici – questa la sintesi di Gino e Toto Sorbillo della Pizzeria Sorbillo.- Una stabilità da ricercare nella capacità di donare e allo stesso tempo nelle materie prime come la Biologica di Caputo che abbiamo utilizzato per la nostra pizza a base di pesto alla genovese, mozzarella di bufala e buccia di limone»

Per Sabatino Sirica della Pasticceria Sirica bontà nel piatto e del cuore sono entrambe sinonimo di nobiltà. Dare è un'arte come cucinare e come i suoi babà a base di Manitoba Oro

Per riassumere, ci vorrebbe una ricetta che spieghi bene come funziona l'abbraccio tra gola e anima.Non poteva che fornircela il deus ex machina di Festa a Vico: Gennaro Esposito, chef de La Torre Del Saraceno. «Competenza, qualità, idee, padronanza tecnica e volontà: questa è la ricetta che unisce ogni bontà – conclude - Il segreto di Festa a Vico è la bellezza di un'intuizione che riesce a mettere insieme tante professionalità!»