Gli sfizi d’alta cucina di Festa a Vico 2019

15 July 2019

Dopo avervi raccontato su Facebook e Instagram le avventure saporite dei nostri pizzaioli e dei nostri pasticcieri non poteva mancare una carrellata dedicata all’alta cucina di cui la farina è sempre grande protagonista. Eccovela servita!

Festa a Vico: ovvero un esercito di Chef, Pasticceri, Pizzaioli e tanti professionisti degli ingredienti di qualità chiamati a raccolta da Gennarino Esposito sotto la bandiera della beneficenza. Ieri l'ultimo capitolo della favola buona edizione 2019 si è svolto a Seiano. E noi abbiamo scoperchiato le pentole di tanti chef accorsi a Vico Equense. Ecco gli sfizi a base di farina del Cammino di Seiano!


Una festa, una sfilata di bontà, una gara di generosità, non c'è una sola definizione per raccontare quello che Gennarino Esposito è riuscito a creare coinvolgendo completamente la comunità vicana e tante aziende come Mulino Caputo.
Sta di fatto che una volta all'anno i migliori professionisti da tutta Italia si radunano nella cittadina per mettere a servizio della beneficenza, l'arte della bontà (quella di far da mangiare)
Di tre serate evento che ogni anno ne vengono fuori di sicuro il gran finale: il Cammino di Seiano è il più suggestivo.
Vuoi per la splendida cornice del porto, vuoi per la grande varietà delle scelte gastronomiche chi partecipa al Cammino di Seiano non lo dimentica.


Tanto per capirci ad esempio l'evento dolciario con cui si chiude il banchetto a cielo aperto si chiama Dessert STORM (Tempesta di Dessert) e già il nome è tutto un programma!!


Mulino Caputo da anni partecipa e sostiene la manifestazione con amore per l'iniziativa e tanto entusiasmo.
Dopo avervi raccontato su Facebook e Instagram le avventure saporite dei nostri pizzaioli e dei nostri pasticcieri perciò non poteva mancare una carrellata dedicata all’alta cucina di cui la farina è sempre grande protagonista.
Eccovela servita !


Avete presente la complessità del babà? Vittorio Fusari del ristorante Balzer di Bergamo ne ha enfatizzato la ricetta con Alibabà e le 40 contaminazioni, una versione salata che vede fra i ben 40 ingredienti la sardina essiccata tipica delle sue zone, l'acqua di mare e il limoncello e la bottarga del lago di Iseo. Il risultato? Un piatto che racconta l'importanza delle contaminazioni gastronomiche come quella tra Nord e Sud Italia


Altro trompe l'oeil gastronomico è il Cappuccino materano. Dolce? No Salato. Pasta mista in zuppa di legumi, spuma di baccalà e l'immancabile caffè. Il tutto servito in un bicchierino da passeggio da Vitantonio Lombardo dell'omonimo ristorante di Matera.


<< Panino alle alghe con un prosciutto crudo a bassa temperatura, bucce di patate fritte e poi un dressing con acciughe limone e salsa piccante >> - questo il verbo di Lino Scarallo di Palazzo Petrucci



Sempre restando in tema contaminazioni anche il panettone a Festa a Vico diventa salato nelle mani di Massimiliano Malafronte del panificio Malafronte di Gragnano con guanciale, uova di agricoltura biologica provenienti dall'azienda Parisi, e pepe indiano.

<< Un'esplosione di sapori, un viaggio tra storia e tradizioni, quella orientale e quella borbonica>> È così che Paolo Gramaglia chef delristorante President a Pompei, descrive il suo Dim Sa un raviolo ripieno di guancia di bufalo in salsa ponzu (soia, agrumi sorrentini, vaniglia e vino rosso).


La semplicità è la chiave del piatto presentato a Festa a Vico da Gianluca D’agostino del ristorante Veritas a Napoli. Un mix tra pomodoro di Sorrento , formaggio caprino e alici marinate accompagnato da una chips di pane << Perché carboidrati e croccantezza in un piatto non devono mai mancare: danno sostanza!>> ci racconta lo chef.


<< Abbiamo ripreso il ragù della nonna, perché adesso c’è tanta ricchezza sulle tavole, ma una volta in Campania si faceva il ragù con la carne fujuta >> ecco l’antefatto che ha portato Pasquale Torrente del Ristorante al Convento a Cetara a realizzare per Festa a Vico, il suo mezzo pacchero con pomodorini di collina di Corbara e con la polpetta di pane con uva passa pinoli e alici sia fresche che salate.


‘E maccarun ‘a copp e a carne a sott”, contrariamente a quanto recita il detto napoletano è la proposta di Wapo Natural Food di Napoli: uno spaghetto di farina di pomodori, con salsa al pomodoro, polpette e biscotto di Castellamare il tutto cotto al vapore, rigorosamente Gluten free e accompagnato da pane realizzato con Farina di riso.


Insomma anche quest’anno Festa a Vico tra pizzaioli, chef pasticceri e beneficenza ha fatto il pieno di tanti tipi diversi di bontà e (dato fresco fresco) ha raccolto ben 215 mila euro che verranno destinati a tanti progetti benefici sul territorio.
Ancora una volta Mulino Caputo è stato sostenitore dell’eccellenza tutte le sue sfumature!